La Valle di Cembra

È il vero gioiello d’arte sacra in valle.  La costruzione attuale, in stile gotico, venne realizzata nel primo decennio del XVI secolo da Michele del fu Francesco di Gardena, mentre il campanile, con trifore e quadrifore romaniche è della fine del XIV secolo, terminato da una cuspide piramidale gotica.

L’interno racchiude uno dei migliori esempi di “Biblia pauperum”: la superficie muraria è quasi interamente affrescata. Nella zona absidale possiamo osservare alle pareti la serie di 12 Apostoli, ai quali sono aggiunti, alle due estremità verso l’arco santo, le figure di Cristo Benedicente e del patrono della diocesi di Trento: San Vigilio. Nella fascia superiore: la Raccolta della Manna, la Crocifissione e vari Santi, alcuni dei quali dipinti nelle strombature delle finestre. Sopra le finestre: Angeli con gli strumenti della Passione di Cristo.

Al centro della volta la figura di Dio Padre benedicente fra testine di angeli. Nelle restanti vele: i quattro Dottori della Chiesa, gli Evangelisti e una serie di Profeti e Patriarchi dell’Antico Testamento.

La parete meridionale dell’aula è suddivisa in 24 riquadri, con episodi del Nuovo Testamento. La maggior parte di essi è ben conservata e facilmente leggibile, accompagnata da scritte in volgare che ne specificano il contenuto.

La volta della navata presenta una raffinata decorazione a girali vegetali. Vi compare la data 1549, riferita probabilmente al completamento del ciclo cinquecentesco di affreschi.

La parete nord dell’aula è occupata dal Giudizio Universale (1759) di Valentino Rovisi. L’autore, nato a Moena nel 1715, completò la sua formazione artistica a Venezia, dove entrò nella cerchia di Giovanni Battista Tiepolo, diventando poi uno dei divulgatori del suo stile in Trentino Alto-Adige e in alcune valli dolomitiche venete.

Nella chiesa sono inoltre conservate alcune sculture tardogotiche (i santi Pietro e Paolo, i due gruppi di Apostoli e una Crocifissione), oltre a una Madonna di Loreto in legno dorato e all’affresco della Madonna della Misericordia in controfacciata, di fine ‘600.

Durante la campagna di scavi del 2000 sono state rinvenute tracce murarie del più antico edificio romanico e della cella memoria, oggi osservabile attraverso un vetro nel pavimento presso l’altare. L’indagine ha inoltre riportato alla luce un reliquiario in argento, sbalzato a bulino. La struttura della cella memoria e la fattura del portareliquie hanno permesso di datare la fondazione della Chiesa di San Pietro al V-VI secolo d.C.