un'architettura sorretta dal porfido

I vigneti terrazzati della Valle di Cembra rappresentano una primizia del paesaggio rurale storico a livello provinciale, nazionale ed europeo. Anche il famoso pittore rinascimentale tedesco Albrecht Dürer volle onorare le qualità paesaggistiche della valle raffigurandola in diversi acquarelli durante il suo primo viaggio in Italia.

I massi e i ciottoli di porfido, la roccia vulcanica effusiva che costituisce “l'oro rosso” della Valle, sono la materia prima con la quale è stata plasmata la maggior parte dei muretti a secco della vallata e che ne definiscono l’intera architettura del paesaggio.

L’eccellenza paesaggistica rurale di questa valle trentina viene esaltata dallo splendido connubio tra il paesaggio vitato, modellato con i sui dolci terrazzamenti da secoli di duro lavoro umano, e l’asprezza e la severità del territorio forestale e alpino che gli fa da cornice.

La “viticoltura eroica” praticata da millenni è stata resa possibile grazie ai terrazzamenti sostenuti da migliaia di antichi muri a secco che hanno uno sviluppo complessivo di circa settecento chilometri. Tali opere hanno richiesto un lungo e complesso lavoro comunitario che ha originato un legame particolarmente forte tra la gente e la sua terra e, attraverso la capillare messa a coltura di terreni boscati, ha permesso di ricavare i terrazzi dai pendii per facilitare la coltivazione ed evitare l’erosione delle terre arabili. La loro costruzione e manutenzione, ottenuta con tecniche antiche tramandate da generazioni, nonostante i secoli trascorsi mostra ancora tutta la sua efficacia.

Questo patrimonio paesaggistico è tuttavia sottoposto a molteplici minacce, ma allo stesso tempo oggetto di crescenti interessi. Per la sua unicità storico-rurale, nonché per il suo valore estetico ed etico, rappresenta un importante riferimento per le politiche di conservazione e salvaguardia paesaggistica nazionali ed internazionali.