Arroccati su di una rupe porfirica sull’Avisio, presso il piccolo borgo di Piazzo di Segonzano, si innalzano i ruderi del castello di Segonzano, una tipica costruzione medievale con mura e torri merlate, risalente al XIII secolo.

Edificato a partire dal 1216 da Rodolfo Scancio su autorizzazione del principe vescovo di Trento Federico Vanga, questo castello servì come importante punto di guardia sui traffici che passavano il Ponte di Cantilaga e sul legname che transitava lungo il torrente Avisio. La zona aveva rilevanza notevole, in quanto forniva alla Repubblica di Venezia il legno di abete rosso, proveniente via fiume anche dalla limitrofa Val di Fiemme.

Dopo Rodolfo Scancio il castello passò ai Rottenburg, ai Greifenstein, ai Duchi di Tirolo, ai Liechtenstein ed infine agli a Prato, che ancora oggi ne sono i proprietari. La famiglia a Prato fece eseguire nel XVI secolo importanti lavori di rimaneggiamento.

Il castello venne abbandonato in seguito agli scontri napoleonici del 1796-97. I cannoneggiamenti e i saccheggi inferti durante i combattimenti fra austriaci e francesi ne sancirono la rovina.

Il Castello di Segonzano e le tenebrose pareti su cui si eleva impressionarono anche il celebre pittore Albrecht Dürer, che transitò in Valle di Cembra in occasione del suo primo viaggio a Venezia nel 1494, al punto da spingerlo a dedicargli due celebri acquerelli. Nel 1971 è stato ricordato lo storico passaggio dell’artista tedesco, con due cippi porfirici posti nei punti dai quali il pittore realizzò le due vedute.

I ruderi merlati del Castello di Segonzano, circondati da vigneti, sono ancor oggi a guardia del Ponte di Cantilaga, uno dei pochi punti accessibili della profonda valle dell’Avisio. Vi transitano nei pressi il Sentiero Europeo E5 e Dürerweg. Oggi, dopo una vasta azione di recupero, il Castello di Segonzano ospita eventi storici e culturali.

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