una tradizione che parte da lontano

La Valle di Cembra è da sempre è stata terra di passaggio, frazionata non solo dalla morfologia ma anche dalle diverse popolazioni e dalle istituzioni politiche che nel corso dei millenni contesero i suoi territori. Le tradizioni, la parlata, i costumi derivano da un continuo apporto di culture che hanno insediato una popolazione da sempre dedita ad una vocazione agricola, viticola in particolare, e rurale, guadagnata attraverso il caparbio utilizzo dei versanti modellati nelle migliaia di chilometri di muretti a secco.

La viticoltura in questa valle ha origini antichissime che si situano nelle civiltà Reto-Etrusche del VII-VI a.C., come rivelano i ritrovamenti di iscrizioni e reperti come la Situla retica, lapidi e cippi funebri che inneggiano al vino. La Situla, con le sue iscrizioni etrusco-retiche, costituisce il simbolo di una Valle da millenni dedicata alla viticoltura.

Numerosi anche i reperti archeologici di epoca romana, soprattutto a Lases, dove in tombe in lastre di porfido è stato ritrovato tra il corredo funebre, anche un bicchiere di vetro verde con dei decori in cobalto a froma di grappolo d'uva.

Il patrimonio boschivo ha costituito una importante fonte di reddito e più recentemente l'estrazione del porfido ha dato uno slancio ulteriore all'economia cembrana.
Gli insediamenti storici sono rurali e accentrati di tipo latino, unitari, con costruzioni addossate fra loro, disposte in agglomerato. Altri insediamenti minori sono sparsi a "maso" e derivati dalla colonizzazione tedescofona medievale. Solo nel XX secolo la viabilità è stata resa carreggiabile con interventi su entrambe le sponde. Più numerosi erano i ponti che, aggettati sul torrente Avisio, mettevano in comunicazione i due versanti della Valle.